lunedì 12 febbraio 2018

manfredonia spigola da 4.2kg


sabato 10 febbraio 2018

La Leggenda di Pizzomunno e Cristalda




Risultati immagini per vieste gargano


Risultati immagini per vieste gargano


“La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, brano presentato al Festival di Sanremo 2018 è una storia romantica che ha le sue radici in una leggenda pugliese, dove, il monolite che si trova sulla costa di Vieste, prende proprio il nome di Pizzomunno. La storia racconta di due innamorati, il marinaio Pizzomunno e la bella Cristalda, il cui amore viene spezzato dall’ira delle sirene che, innamorate e rifiutate dal ragazzo (che convinto del suo sentimento non ha bisogno di catene o tappi di cera per le orecchie per resistere al loro richiamo), rapiscono lei e la trascinano negli abissi, mentre lui, disperato per la perdita, rimane sulla riva, pietrificato dal dolore e diventa un monolite. Ai due innamorati però, viene data la possibilità di rincontrarsi ogni cento anni quando, tornati umani, possono trascorrere una notte insieme, al termine della quale, all’alba, lei tornerà negli abissi mentre lui si ritrasformerà in pietra, per 100 anni ancora.


lunedì 29 gennaio 2018

La bella Daunia vista dall'alto.


Un grande Fabrizio De Lillo mostra con il suo drone la bellezza di una terra magica.

CASA DEL DIAVOLO - PONTE ALBANITO


Un grande Fabrizio De Lillo e un grande papà Giuseppe  memoria storica che ha trasmesso a suo figlio l'amore per la sua terra.

mercoledì 24 gennaio 2018

MONDI DAUNI



LA STELE RECUPERATA A LONDRA
 
Energie a perdere e tesori nascosti: un'altra musica per un viaggio nell'armonia di una civiltà ignorata. Qui c'è il futuro e talenti infiniti. Bentornati nell'antica Daunia, tanto cara a Diomede e Federico II di Svevia. Verso Sud: le parlate in questo microcosmo assurgono alle vette della poesia. Borghi apparentemente "minori" nelle classificazioni correnti, ma in reatà umanamente maggiori. Questi luoghi inaspettati e poco esplorati che splendono di una bellezza primigenia, non vivono solo nella memoria dell’infanzia. Solo due parole: dolcezza e amore. Qui salire vuol dire arrancare nei tornanti, perché le strade a saliscendi sono lingue sbrindellate d’asfalto avariato dalle intemperie. 

Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo. Nonostante l’arcinoto e conclamato rischio idrogeologico e sismico, le autorità hanno consentito la realizzazione speculativa di insediamenti industriali eolici nei crinali più incontaminati. Non è tutto: qui la rapina, anzi la spoliazione delle risorse a favore delle multinazionali è sfacciatamente dello Stato, ma in seconda battuta della Regione e in egual misura dell'ente Provincia. Infatti, almeno da mezzo secolo va in onda il furto "legalizzato" del gas dal sottosuolo. Oggi, secondo i dati ufficiali sono addirittura 125 i pozzi operativi, autorizzati dalla regione Puglia, sempre più baricentrica. Agli autoctoni vanno solo i danni, neanche l’elemosina delle royalties. Mentre Volturino nonostante le denunce è ancora crocifissa dalle antenne radiotelevisive abusive, a Lucera le ecomafie vogliono impiantare a tutti i costi discariche di rifiuti.


Basta inerpicarsi su Monte Sidone o Monte Cornacchia (la vetta più elevata della Puglia) fluttuando nei boschi per scrutare il Tavoliere (un antico mare), il Gargano (un'isola) e l'arcipelago delle Diomedee all’orizzonte. Alberona e Biccari sono incastonate in collina. In loco la bellezza naturale si contempla nella storia. A Roseto Valfortore dove il tempo convenzionale si è fermato, la gentilezza delle persone commuove il viandante. Qui resiste una buona qualità della vita.

Quei ricordi. Quando sono tornato dopo anni di peregrinazioni la vista del paesaggio e dei suoi colori morbidi mi ha tranquillizzato, instillandomi la sensazione che la mia anima si fondesse con l’aria circostante in uno stato di liberazione e pienezza.

Viaggiare vuol dire conoscere ed amare l’umanità. Comunque, per capire bisogna toccare con mano le condizioni difficili in cui versano oggi i Dauni, tra marginalità politica, regresso economico e rassegnazione sociale.  L'empatia emotiva è più intensa del previsto, e si rischia di restare ammaliati dalla malinconia dauna. Il sentimento imperante è la nostalgia per qualcosa di perduto, qualcosa che potrebbe assomigliare al mal d’Africa, ovvero un po’ di più della semplice nostalgia per un certo luogo, quanto piuttosto uno stato d’animo di sconvolgente empatia per luoghi e persone. Il desiderio è quello di tornare ad immergersi in paesaggi mozzafiato e ritrovare il filo di conversazioni sospese. Una nostalgia morbida ci rosicchia l’anima: impossibile cancellare dal cuore le immagini, i suoni, e il respiro dei Monti Dauni. Non si tratta di nostalgia per la terra in sé, quanto del desiderio di ritorno a valori positivi associati ai Mondi Dauni, persi nelle pieghe cruente della storia. La Daunia, sia chiaro, non è una colonia.


riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/09/i-tesori-della-daunia.html 

fonte http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2018/01/mondi-dauni.html#more

lunedì 22 gennaio 2018

Ostrica del Gargano meglio della francese Il mollusco di Manfredonia più genuino

Ostriche del Gargano

Il mercato va bene: sono in crisi i prodotti transalpini
Il consorzio sipontino distribuisce 4mila quintali all'anno

Ostriche del Gargano
Ostriche del Gargano
Le ostriche del Gargano meglio di quelle francesi. Lo sostiene l’ultimo rapporto emesso dagli esperti di biologia marina di Bari. È dunque certificato che l’ostrica a «chilometro zero» del Golfo di Manfredonia ha qualità organolettiche superiori al mollusco prodotto in Francia. L’impianto sipontino è il più importante d’Italia ed è l’unico dove l’ostrica viene allevata in mare aperto.
Quello del Gargano è un mollusco piatto, grazie all’innovativo sistema di allevamento a sospensione e presenta un livello di carica batterica molto al di sotto dei valori minimi stabiliti dalla legge per la sicurezza alimentare. La particolarità degli impianti di ostreicoltura del Golfo di Manfredonia è rappresentato da un allevamento in long-line, nel quale le ostriche sono poste in strutture flottanti in sospensione nella colonna d’acqua. Le differenti caratteristiche ambientali e strutturali hanno obbligato a rivoluzionare le tecniche di ostreicoltura utilizzate in Francia ed in altri paesi del mondo, dove l’allevamento delle ostriche avviene in condizioni di elevata escursione di marea. L’organizzazione dei Produttori ha intrapreso la strada della distribuzione di ostriche piatte sia a grossisti, sia a banchi pescherie, sia direttamente ai ristoranti, con la collaborazione di un network distributivo specializzato nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale horeca, il quale, con oltre 60mila clienti serviti in Italia, ha raggiunto la massima capillarità distributiva, un portfolio di prodotti di qualità, servizi personalizzati e una grande solidità logistica sull’intero territorio regionale.
È quindi nato un marchio di identificazione dell’ostrica piatta allevata nel Golfo di Manfredonia, che si rende riconoscibile attraverso brochure informative, dirette ai clienti (banchi pescherie e ristoranti) e vetrofanie, dirette ai consumatori, a loro volta clienti dei banchi pescherie e ristoranti che si riforniscono regolarmente delle ostriche piatte allevate nel Golfo di Manfredonia. La fornitura su ordinazione diretta da parte dei clienti, infatti, con il processo di raccolta-consegna esaudibile in un periodo inferiore alla 24 ore, rende questo canale di commercializzazione estremamente agile e diretto, con la formazione di una filiera estremamente corta che garantisce sia la freschezza del prodotto, sia la provenienza dello stesso. Altro vantaggio dell’ostrica pugliese è l’indiscussa freschezza dovuta alla vicinanza dell’impianto di allevamento. Anche le indicazioni del mercato sono favorevoli: in Italia l’aumento del prezzo delle «francesi» ha portato a un aumento dele vendite di quelle made in Italy. La produttività annua è di circa 4mila quintali, il prezzo al consumo tra i 5 e gli 8 euro al chilo. A gestire il tutto sono i pescatori dell’«Organizzazione produttori Molluschicoltura Golfo di Manfredonia» che a differenza della marineria locale non conosce crisi. E c’è chi giura che a Manfredonia grazie al mollusco afrodisiaco sono aumentate le nascite.
Angelo Alfonso Centrone
fonte http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/economia/2011/17-gennaio-2011/ostrica-gargano-meglio-franceseil-mollusco-manfredonia-piu-genuino-181272602543.shtml