martedì 15 ottobre 2019

Il "Grano Cotto" - il dolce della tradizione per la ricorrenza dei Morti

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E' una specialità che si tramanda da generazioni a Foggia per la ricorrenza dei Morti. Nell'antica Grecia gli ingredienti di questo particolare dolce, grano e melograno combinati insieme, erano offerti a Demetra, dea dell'agricoltura e alla figlia Kore che, rapita da Fiutone, nell'Ade aveva assaporato i chicchi rossi. Ancora oggi in Grecia, fino a quaranta giorni dopo un decesso, si consuma grano cotto sulla tomba del defunto. Ingredienti: grano tenero "bianchetta", g 500; un melograno maturo; noci sgusciate, g 150; cioccolato fondente, g 150; zucchero; cedro candito, g 100; cannella, una bacchetta; vincotto (che si ottiene dal mosto bollito).

Preparazione: in una pentola mettere il grano pulito, coprirlo d'acqua e metterlo sul fuoco sino a raggiungere l'ebollizione che deve proseguire per sette minuti; subito dopo bisogna spegnere il fuoco e avvolgere la pentola con un giornale, coprirla con un panno di lana e lasciar raffreddare. Quando il grano è freddo, colare l'acqua, aggiungere i chicchi di melograno, il cioccolato, le noci spezzettate, la cannella tritata, e qualche cucchiaio di zucchero. Il vincotto va aggiunto al momento di servire poichè se, fatto prima, potrebbe indurire il tutto..


fonte Profumi e Sapori di Puglia

sabato 6 luglio 2019

La Puglia ancora una volta è la regione più bella del mondo.

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Per il secondo anno consecutivo la Puglia è la regione più bella del mondo, si è aggiudicata il “Best value travel destination in the world”il riconoscimento tra le centinaia di posti più belli del mondo.
I castelli,il mare del gargano e del salento,i trulli,Monte S.Angelo,il barocco,i muretti a secco,le chiese,i suoi paesi spettacolari dal gargano al salento e la bellezza e spettacolarità del cibo,ovunque si vada in Puglia si mangia in maniera divina è naturale.
National Geographic, Lonely Planet e il New York Times sono stati I maggiori sponsor del prestigioso riconoscimento e averlo vinto due volte di seguito fa capire quanto sia bella questa regione e quante esperienze sensoriali ci siano da fare.
Alfredo d'Ecclesia


mercoledì 19 giugno 2019

MANGANO & I TAMBURELLISTI DI TORREPADULI INSIEME PER UN GRANDE TOUR . LUNEDI 24 GIUGNO - SAN GIOVANNI ROTONDO ( foggia) Festa Patronale Piazza Europa ore 21,30

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MANGANO & I TAMBURELLISTI DI TORREPADULI INSIEME PER UN GRANDE TOUR .
LUNEDI 24 GIUGNO - SAN GIOVANNI ROTONDO ( foggia) Festa Patronale
Piazza Europa ore 21,30
Nell’occasione presenteremo l’ultimo lavoro discografico e video dal titolo “FUECU” il nuovo singolo dell’ultimo album “LA GRANDE PIZZICA”.il video è entrato nel blog della musica popolare italiana – folkmusicworld – è presente al 5° Concorso Nazionale dei migliori Videoclip Italiani Autoprodotti. https://youtu.be/TI9dlYhavC0.
Vi aspettiamo in tanti !!!!

domenica 2 giugno 2019

La Storia di Peschici

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La Storia di Peschici
Il nome stesso Peschici è di origine slave, letteralmente "suolo sabbioso". 
Sabbia tipica e caratteristica ancora oggi della costa di Peschici.
Fino al X secolo si verificarono numeroso incursioni da parte dei Saraceni sulle coste garganiche.
Un famoso documento la Chartula offertionis in S. Maria di Devia del 1053 dichiara che nel XI secolo Peschici fu abitata da slavi, dove sono riportati alcuni nomi: Stane, Gypto, Malexha, Benckanego, Nescedragi, Lastaka, Milstrimiro, Gaidavito, Negazzai, Vittigrado e Striadrago.
La comunità slava riuscì a inserirsi nel sistema sociale e a continuare a tenere i rapporti con la popolazione locale e con i benedettini, testimonianza di ciò sono i rogiti e gli atti di una testimonianza.
Nel 1154 con il sistema feudale dei normanni, Peschici passo sotto la contea di Lesina; da questo momento passa da un feudo all’altro.
Successivamente, vent’anni dopo passò sotto il feudo di Monte Sant’Angelo che fu donato da Guglielmo II denominato il Buono alla moglie Giovanna d’Inghilterra. Sotto il dominio svevo Peschici trascorre anni duri e drammatici, caratterizzati dalle ferocie dispute tra il papato e l'impero. Diverse voci narrano che nel settembre del 1239, venticinque galee veneziane mandate da Papa Gregorio IX contro Federico, distrussero Peschici e la vicina Vieste. Successivamente le città furono ricostruite.
Nel 1274 passata sotto gli Angioini partecipa a varie campagne, tra le quali l'assedio di Almissa, città della costa Dalmata.
Negli anni seguenti, nel 1401 il potere del feudo passa al re Ladislao di Durazzo.
Nel 1458 durante il dominio Aragonese, il popolo garganico appoggiarono i baroni contro il nuovo re Alfonso, che nel 1462 occupò il Gargano che andò a Giorgio Skanderberg, alleato del sovrano spagnolo.
Una delle città marinare che prevale in questo scenario è Venezia che controlla tutti i traffici verso l’Oriente e le coste dell’Adriatico, e che tra il 1469 e il 1586 in molte carte del tempo appartenenti alla città veneta compare il porto di Peschici.
Dopo la guerra franco-spagnola per il possesso del Regno di Napoli e le scorrerie dei Turchi, tra il 1554 e il 1567 Vieste e le Isole Tremiti furono attaccate e assediate, tutto ciò portò negli anni a seguire numerose torri di avvistamento su tutto il territorio del Gargano.
Tra queste le più importate nel territorio di Peschici, ricordiamo: Calalunga e Monte Pucci. Nel 1663 si verificò un periodo di siccità e un invasione di cavallette che provocarono tante morti da decimare la popolazione. Intorno all'700 la città passa sotto il dominio del Principe d'Ischitella Emanuele Pinto. Il territorio Garganico durante l’insurrezione antiborbonica fu alle prese con le vendite e le associazioni di carbone, e successivamente nel 1848 il poeta e scrittore peschiciano Giuseppe Libetta e uomo politico entrò nel Parlamento nato dalla Costituzione Sabauda.
Anni importanti sono tra il 1860 eil 1940 con l'avvento della strada circum garganica attuale S.S. 89, la ferrovia e la creazione dell'acquedotto Pugliese.
Nel periodo fascista aumenta l'emigrazione verso l'estero e le città del nord.
Negli ultimi anni invece una spinta decisiva per l'economia di Peschici è data dal turismo.
Fonte: peschicisole.it

giovedì 25 aprile 2019

Monte Sant'Angelo (Monte Gargano), la Magna Grecia, il Santuario e la Grotta dell'Arcangelo Michele.

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Monte Sant'Angelo (Monte Gargano), la Magna Grecia, il Santuario e la Grotta dell'Arcangelo Michele.
La grande grotta di San Michele ha conosciuto, prima del culto verso l'Arcangelo, quello Pagano di Calcante, potente oracolo greco "con le ali", proprio come l'Arcangelo Michele, infatti molto spesso la Chiesa ha adoperato templi e luoghi pagani proponendoli per un culto che in qualche modo purificasse la profanazione precedente, anche perché in molti casi erano il mezzo più opportuno per far continuare ai fedeli, con spirito nuovo, pratiche rituali già in uso.
Si parla del Monte Gargano, (l'attuale Monte Sant'Angelo) e della sua grotta preistorica già nel IV secolo a.C, e sembra proprio che prima del culto cristiano di San Michele Arcangelo, vi sia stato quello pagano di Calcante, potente oracolo che i greci ritenevano apparisse a compiere prodigi.
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Il culto a Calcante sul Gargano, e precisamente nella grotta dell'Angelo, e' dimostrabile da testimonianze degli scrittori greco-romani, come ad esempio quella di Strabene, uno scrittore greco (66 a.C. - 24 d.C.), che scrive : "Nel territorio della Daunia, presso il monte denominato Orione, si distinguono due basiliche, una sulla cima più elevata dedicata a Calcante, al quale coloro che sollecitano gli oracoli devono immolare un montone nero e dormire sulla relativa pelle distesa ; l'altra a Podalirio è situata nell'infima radice del Monte, ed è lontana dal mare circa cento stadi. Da quest'ultima nasce un fiumicello, le cui acque guariscono tutti i morbi del bestiame. Dinanzi a un golfo si stende verso oriente, avanzandosi nel mare per circa trecento stadi, questo promontorio che è chiamato Gargano.
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Occorre scendere 89 gradini (ma si può utilizzare anche un comodo ascensore) per giungere nell'atrio antistante l'ingresso della grotta preistorica dell'Arcangelo, nella quale nel 490 d.C. fu edificato il santuario, con le prime apparizioni fatte risalire a qualche anno dopo.
In fondo alla grotta si trova una porta bronzea proveniente da Costantinopoli e raffigurante storie di angeli .
L'altare barocco del Santissimo sacramenti e quello della vergine si aggiungono al magnifico altare maggiore dominato dalla statua in marmo dell'Arcangelo.
Di straordinario effetto mistico e' la T di Tau dell'alfabeto greco, scavata in una nicchia, incisa direttamente da San Francesco nel 1216 durante un suo pellegrinaggio.
Si tratta di uno dei luoghi di culto dell'Arcangelo Michele più celebri al mondo, incastonato sul tracciato montuoso e sospeso sul mare sull'antica via sacra longobardorum.
Il Santuario di Monte Sant'Angelo e' iscritto alla Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel giugno 2011.
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